fbpx
23010
post-template-default,single,single-post,postid-23010,single-format-standard,stockholm-core-1.0.8,select-theme-ver-5.1.5,ajax_fade,page_not_loaded, vertical_menu_transparency vertical_menu_transparency_on,wpb-js-composer js-comp-ver-6.0.3,vc_responsive

Il Trattamento di Fine Mandato: perché si dovrebbe utilizzare

Se per i dipendenti esiste il TFR (Trattamento di Fine Rapporto), per gli imprenditori c’è il Trattato di Fine Mandato (TFM).

E’ un accantonamento annuo effettuato dall’azienda di una parte del compenso annuale (o in aggiunta ad esso) spettante all’Amministratore.
In sostanza, anche gli Amministratori di una SRL possono vedersi garantita una somma di denaro da percepire finito il loro mandato o collaborazione, così da poter gestire una pensione complementare.
Possiamo definirlo come una sorta di liquidazione, equiparabile all’indennità del TFR, infatti, la logica è la stessa, ma i due Istituti sono molti diversi in virtù della natura stessa del rapporto di lavoro

Ti spiego schematicamente le differenze:

Perché è importante utilizzare il TFM?

Un’azienda, accantonando ogni mese una cifra destinata all’Amministratore ha delle agevolazioni:

  • abbassa il suo imponibile fiscale, perchè il TFM rappresenta comunque un costo per se stessa, di conseguenza, su questo accantonamento non viene calcolata l’Imposta sul Reddito delle Società (IRES)
  • quando l’Amministratore incasserà quei soldi messi da parte, potrà farlo godendo di una tassazione agevolata.

Voglio precisare che la quota accantonata annualmente e destinata al TFM è totalmente deducibile dal reddito di impresa, mentre i destinatari della liquidazione maturata, gli Amministratori appunto, alla scadenza godranno della tassazione separata.

Cosa succede se non si utilizza il TFM?

Sarebbe una scelta poco previdente, sicuramente si andrebbero a pagare molte più tasse, non si avrebbe la possibilità di difendersi per ridurre il carico fiscale e pagare in modo equo le tasse societarie, rischiando di trovarsi in difficoltà di liquidità. Inoltre, non si avrebbe la possibilità di crearsi un accantonamento previdenziale complementare.

Nel momento dell’accantonamento annuale di un fondo TFM, le società possono in alternativa decidere di optare per una polizza assicurativa, ma di questo ne parlerò successivamente.

L'importanza della data certa

Ma torniamo alle caratteristiche del trattamento di fine mandato.

L’unico vincolo da rispettare è che l’accordo tra la società e gli stessi, concernente l’indennità di fine rapporto, derivi da un documento di data certa (strumento che permette di dimostrare giuridicamente che un dato documento è stato con certezza formato o comunque sussiste a una determinata data), anteriore all’inizio della collaborazione.

Stabilire una data certa è importante, perché si garantisce la deducibilità annuale degli accantonamenti del TFM.

Senza data certa invece, non si perde la deducibilità degli accantonamenti, ma si dovranno dedurre nel momento in cui il TFM viene erogato. In questi casi infatti, l’Agenzia delle Entrate, potrebbe non riconoscere la deducibilità annuale degli accantonamenti.

UN ESEMPIO DI TFM SENZA DATA CERTA

Una SRL decide, nel corso del 2017, di accantonare un’indennità di fine mandato a favore dell’amministratore unico.

L’amministratore è stato nominato a tempo indeterminato in sede di costituzione della società in marzo 2012, ma nulla è stato previsto a questo riguardo nello statuto.

In questo caso, manca il presupposto per la deducibilità dell’accantonamento. Come ho già ribadito, c’è la necessità della data certa anteriore alla nomina per la regolare deducibilità del costo del TFM in bilancio

Quale soluzione adottare?

  • l’amministratore deve dare le dimissioni
  • procedere con una rinomina di un altro amministratore, preceduta dall’apposizione della data certa alla delibera assembleare che attribuisce il trattamento.

Altro aspetto importante è il PRINCIPIO DI CONGRUITÀ

Non esiste al momento alcun vincolo legislativo che condizioni la determinazione dell’ammontare dei compensi riconosciuti agli amministratori, risulta infatti abbastanza complesso andare a determinare qual è l’importo che si può  attribuire a titolo di accantonamento.
La valutazione deve essere fatta caso per caso, tenendo conto di tutte le variabili che consentono l’identificazione di un importo congruo: la realtà economica dell’azienda, il volume di affari o di reddito, l’attività di amministratore.

Per quello che il disporre di una “data certa” è necessario, così da poter dimostrare che l’accantonamento è stato realmente deliberato.

Nella prassi, l’importo massimo che viene accantonato si attesa intorno ad un 15- 20% del compenso annuo.

Come funzione la tassazione separata del TFM?

Questo tipo di tassazione (regolata dall’Art. 21, comma 1 del D.P.R. 917/86 che recita “L’imposta è determinata applicando all’ammontare percepito, l’aliquota corrispondente alla metà del reddito complessivo netto del contribuente nel biennio anteriore in cui è sorto il diritto alla percezione

Ma cosa accade nello specifico per l’indennità di fine mandato?

Esempio:

  • REDDITO DEL 2013: 40.000 euro
  • REDDITO DEL 2014: 60.000 euro
  • REDDITO DEL 2015: 56.000 + TFM da liquidare 100.000 euro= 156.000 euro

Metà del reddito complessivo netto del biennio (40.000+60.000): 2 = 50.000 euro

Prendiamo come riferimento le aliquote IRPEF del 2015 (anno in cui venne liquidato il TFM)

CALCOLO DELL’IMPOSTA SUL REDDITO MEDIO DI 50.000€

  • euro 3.450 sul primo scaglione (15.000 x 23%)
  • euro 3.510 sul secondo scaglione (13.000 x 27%)*
  • euro 8.360 sul terzo scaglione (22.000 x 38%)**

 

*il valore di 13.000 nasce dalla differenza tra 28.000 valore massimo del secondo scaglione e 15.000 valore massimo del primo scaglione
**il valore di 22.000 nasce dalla differenza tra 50.000 valore del reddito dichiarato  e 28.000 valore massimo del secondo scaglione

Se l’importo non fosse accantonato in TFM

La tassazione risulterebbe superiore, perché sarebbe stata applicata l’aliquota corrispondente allo scaglione IRPEF di riferimento e non quella della tassazione separata.

Attenzione però:

  • il TFM con somme superiori a 1.000.000,00€ devono essere sottoposte a tassazione ordinaria e rientrare quindi nel reddito complessivo (vedi Decreto “Salva Italia” n.201/2011). Per cui ad oggi, l’Amministratore continua a godere della tassazione separata per il TFM maturato fino all’importo di 1.000.000,00€
  • L’indennità relativa al TFM è soggetta a contribuzione INPS fino al massimale contributivo (al momento ammonta a 100.324,00€). Questa contribuzione è applicata seguendo le normali regole per i compensi dei collaboratori coordinati e continuativi  quindi a carico per un terzo del collaboratore e due terzi a carico dell’azienda.

Nel momento dell’accantonamento annuale di un fondo TFM, le società possono in alternativa decidere di optare per una polizza assicurativa, ma di questo ne parlerò successivamente.

The following two tabs change content below.

Giulio Zaccarelli

Sono Giulio Zaccarelli, consulente finanziario. 25 anni di esperienza. Ascoltando i tuoi bisogni, ti consiglio e proteggo il tuo patrimonio da pericoli specifici, utilizzando  strumenti che possano tutelare i tuoi risparmi e farli crescere nel tempo.
Nessun commento

Scrivi un commento