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Le 10 bufale sulla pensione complementare

Le 10 bufale sulla pensione complementare

Ebbene si, anche nel settore del risparmio e della finanza circolano bufale. Che le si legga sui giornali, le si ascolti in televisione, che vengano tramandate con il passaparola, sono sempre le cosiddette “fake news”.

Vediamole assieme:

1. ” I risparmi sono vincolati e non posso mai accedervi, neanche in caso di bisogno” – FALSO:

La contribuzione e la periodicità sono scelte da te  al momento dell’adesione e possono essere variate in corso di contratto.

E’ possibile versare contributi aggiuntivi, interrompere e ripristinare successivamente la contribuzione, oppure far contribuire un soggetto terzo che effettua il pagamento per conto dell’aderente (ad esempio tuo figlio o tuo nipote)

E’ anche possibile proseguire i versamenti oltre l’età pensionabile, a condizione che alla data del pensionamento l’aderente possa far valere almeno un anno di contribuzione alla previdenza complementare.

Inoltre,  puoi chiedere un’anticipazione fino al 75% di quanto maturato, per particolari necessità ad esempio per far fronte a spese sanitarie di particolare gravità che possono riguardare anche il coniuge e i figli.

Devi aspettare invece almeno otto anni per poter richiedere un’anticipazione del 75% di quanto hai maturato, per l’acquisto della prima casa di abitazione per te e per i tuoi figli, o per le spese di ristrutturazione della prima casa.

Invece puoi richiedere un’anticipazione del 30% per altre esigenze di carattere personale.

2. “Solo i lavoratori dipendenti possono aderire alla pensione integrativa” – FALSO

Possono aderire:

  • Lavoratori dipendenti – con contribuzione volontaria e anche versando il  proprio TFR;
  • Lavoratori autonomi o liberi professionisti;
  • Lavoratori a progetto, occasionali ecc;
  • Soggetti fiscalmente a carico (anche minori);
  • Anche chi non svolge attività lavorativa (i tuoi figli) –  anche i genitori possono poi avere un ruolo previdenziale di sostegno a beneficio dei figli, se non lavoratori

Per i professionisti iscritti alle Casse previdenziali private occorre far riferimento ai requisiti anagrafici previsti rispettivamente dall’ente previdenziale di appartenenza (ad es. Cassa forense per gli avvocati, Inarcassa per ingegneri, architetti,  ecc…)

Per le casalinghe iscritte all’apposito fondo Inps, il requisito anagrafico per l’accesso alla prestazione previdenziale è oggi di 65 anni.

Per i pensionati soggetti non titolari di reddito da lavoro o di impresa (es. studente, disoccupato, casalinga non iscritta al fondo Inps) si considera come riferimento anagrafico l’età pensionabile prevista per i dipendenti privati.

3. I lavoratori dipendenti sono obbligati anche a versare il proprio TFR nel fondo pensione – FALSO

Non è obbligatorio, anche se lo consiglio vivamente. Pensa solo se l’azienda presso la quale lavori attraversasse una difficoltà economica, il tuo TFR sarebbe già salvaguardato, disponibile a tuo nome e quindi inattaccabile, perché depositato appunto  in un fondo.

 4. “Meglio lasciare il proprio TFR in azienda” – FALSO

Se lasciassi il TFR al tuo datore di lavoro, anche se si rimane creditori privilegiati nei confronti dell’azienda, non avrsti la certezza di monetizzare il tuo credito (rivedere i soldi).

Avresti  la possibilità di avere una capitalizzazione composta l’interesse che, una volta maturato va ad aggiungersi al capitale iniziale, divenendo anch’esso produttivo di interesse, quindi parte integrante dell’ammontare che andrà a generare interesse) per te più vantaggiosa rispetto all’1% annuo del TFR lasciato in azienda (il TFR si rivaluta max dell’1,5% l’anno).

Il TFR in azienda sconta un’aliquota media a tassazione separata che mediamente si attesta al 31%, mentre il TFR versato nel fondo sconta il 15% come massimo, sino ad arrivare ad un minimo dopo i  30 anni di versamento, del 9%.

Non è però deducibile fiscalmente.

5. “Una volta decisa la frequenza con la quale versare e l’ammontare dei contributi, non è più possibile modificarli: si è vincolati”. – FALSO

Aderire alla pensione integrativa è una scelta libera e volontaria.
Si può versare l’importo desiderato e decidere la frequenza (annuale, semestrale, quadrimestrale, trimestrale, bimestrale o mensile) o sospenderla o riattivarla.

6.“Al momento del decesso, si perde tutto ciò che si ha accantonato” – FALSO

In caso di decesso dell’aderente prima dell’esercizio del diritto alla prestazione pensionistica: la posizione individuale è riscattata dagli eredi o dai beneficiari designati dall’aderente (persone fisiche o giuridiche) o, in mancanza, eredi legittimi dell’aderente in parti uguali, oppure altri beneficiari liberamente scelti dall’aderente.

7. Se il gestore fallisce, perdi tutto – FALSO

La somma che maturi nel tuo fondo pensione è una “gestione separata” inattaccabile ed impignorabile, quindi non può  essere confiscata né dai creditori del gestore né da quelli dell’aderente, a differenza di quanto previsto per molti altri strumenti di risparmio.

8. Al momento del pensionamento non puoi richiedere il capitale, ma solo  l’erogazione di una rendita! – FALSO

La rendita verrà calcolata in base al capitale che avrai accumulato e alla tua età a quel momento.

Al momento del pensionamento, potrai scegliere di percepire, in luogo della rendita, un capitale fino a un importo pari al 50% di quanto hai accumulato, mentre il restante 50% verrà comunque corrisposto come rendita.

La liquidazione potrà arrivare al 100% solo nei casi previsti dalla normativa, ossia, l’importo che si ottiene convertendo in rendita vitalizia immediata senza reversibilità il 70% del capitale maturato è inferiore al 50% dell’assegno sociale che è pari alla pensione minima INPS che al 2019 è di 513 euro.

9. I fondi pensione non danno rendimenti – FALSO

Puoi scegliere i comparti di investimento (obbligazionario e/o azionario).

Prima di scegliere i comparti, è importante che tu faccia le opportune valutazioni sulla tua situazione lavorativa, sul patrimonio personale, sull’orizzonte temporale di partecipazione e sulle aspettative pensionistiche. Per questo ti verranno poste delle domande in fase di adesione al fondo pensione.

E’ importante che tu conosca le caratteristiche dell’opzione di investimento che scegli, perché a questi sono associati uno specifico orizzonte temporale – breve, medio e lungo periodo – e una propria combinazione di rischio e rendimento

Tieni presente che i rendimenti sono soggetti a oscillazioni e che i rendimenti realizzati nel passato NON sono necessariamente indicativi dei rendimenti futuri. E’ quindi consigliabile valutare i risultati in un’ottica di un lungo periodo.

Ti faccio un esempio: se tu scegliessi un’opzione di investimento azionaria, puoi aspettarti rendimenti potenzialmente elevati nel lungo periodo, ma anche ampie oscillazioni del valore di investimenti nei singoli anni (il che vuol dire che il rendimento può assumere valori molto alti, ma anche bassi o negativi).

Se scegliessi invece un’opzione di investimento obbligazionario, puoi aspettarti una variabilità limitata nei singoli anni, ma anche rendimenti più contenuti nel lungo periodo.

Ricorda però che anche le linee più prudenti non garantisco un investimento privo di rischi.

Se poi il consulente finanziario adotta la strategia della diversificazione dell’investimento, ovvero investire in diversi settori, si potrà:

  • proteggere il proprio patrimonio dai ribassi;
  • aprire nuove possibilità di investimento interessanti;
  • ottenere maggiori rendimenti a parità di rischio complessivo, rispetto che ad investire tutto il capitale in un’unica soluzione su di una singola linea di gestione o comparto

10. Il vantaggio fiscale della deducibilità si annulla con l’applicazione della tassazione finale! – FALSO

Il  fondo pensione viene tassato con un’imposta del 15% che si riduce ad uno 0,3% per ogni anno di partecipazione successivo al 15°, fino ad un’aliquota minima del 9%.

Non è tassata tutta la rendita erogata, ma soltanto la parte corrispondente ai contributi dedotti durante il periodo di partecipazione.

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Giulio Zaccarelli

Sono Giulio Zaccarelli, consulente finanziario. 25 anni di esperienza. Ascoltando i tuoi bisogni, ti consiglio e proteggo il tuo patrimonio da pericoli specifici, utilizzando  strumenti che possano tutelare i tuoi risparmi e farli crescere nel tempo.
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