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Le 7 domande che ti impediscono di investire i tuoi soldi

Le 7 domande che non ti fanno investire i tuoi soldi

…e io ti darò le riposte

1. Se voglio conservare il mio patrimonio, perché lo devo mettere a rischio, investendo?

 

Investire significa per prima cosa accettare una componente di alea, di incertezza, che in ambito finanziario prende il nome di volatilità

 

E’ una domanda logica e comprensibile, però pensaci bene, se si vuole vedere crescere il patrimonio, qualcosa bisogna rischiare.

 

Con questo, non voglio dire che non esistano perdite o rialzi, anzi, la storia ci insegna. Avverto sempre prima il mio cliente che il futuro non lo posso conoscere, ma conosco molto bene il passato, i crolli che si sono verificati e ritengo siano inevitabili. Certo, alcuni scenari si possono immaginare o prevedere, si possono fare dei ragionamenti probabilistici, anche se comunque il margine di errore, l’imponderabile ci sarà sempre.

 

Ma a un periodo di ribasso sono seguiti lunghi periodi di rialzi che hanno recuperato e superato il punto massimo precedente.

 

Ti faccio un esempio: la crisi del 2008 aveva portato l’indice Standard’s and Poor 500 ai livelli di 11 anni prima. Nel quinquennio successivo, però, lo stesso indice ha messo a segno un rialzo annualizzato del 15,5%. E anche chi fosse entrato nel 2010 avrebbe beneficiato di un +13,9% annualizzato fino a fine 2017.

Le soluzioni sono due:

  • non farsi prendere troppo da un coinvolgimento emotivo
  • investire con un arco temporale fra i 3 e 5 anni, tra i 4 e i 7 anni, tra 6 e 10 anni e anche
    dai 10 anni in poi, vita natural durante.

2. Investimenti? Non ci capisco nulla e non mi interessa

Non c’è niente di male a non capirci nulla, ognuno ha il suo lavoro ed è anche normale che ci si senta impreparati, insicuri e indecisi quando si tratta di risparmi: è un mondo complesso.

Aggiungiamo anche che la fiducia sia calata al minimo negli ultimi 4 anni e che ci siano pochi strumenti per capire questa materia (ecco perchè io provo a fare educazione finanziaria).

Ricordati che se ti rifiuti un approccio a questo mondo, avrai più possibilità di essere “fregato” da chi ti propone prodotti costosi ed inefficienti, spacciandoli per “prodotti garantiti” o “occasioni da non perdere”.

La soluzione: quando devi investire devi per forza di cose acquisire un livello minimo di conoscenza per poter affidare ad altri il tuo patrimonio. Il consulente finanziario è la persona giusta: ti descrive i vari gradi di rischio degli strumenti finanziari, indicandoti quelli che sono a più basso rischio fino a quelli dove puoi rischiare il 100%. Dopodiché, occorre definire il tuo profilo finanziario, determinando quali sono gli orizzonti temporali, la tua propensione al rischio e le conseguenti aspettative di rendimento.
Il consulente fa emergere esigenze presenti, latenti e inespresse, ti aiuta a scegliere quello che nel tempo sia meglio per te e ti aiuta a monitorare l’evoluzione dell’investimento, ma non sceglie per te, ti aiuta a scegliere.
E ricorda che il consulente finanziario non è necessariamente “roba da ricchi”

3. Non è meglio tenere i soldi nel conto corrente?

Eccola lì, una delle domande più frequenti che mi è stata posta.

Quante volte ho sentito ripetere “preferisco tenere dei liquidi, non si ma mai”, oppure “ho paura dell’andamento delle borse e dello spread

E la mia risposta è “anche se hai pochi spiccioli sul conto, non sei al riparo!”.

Lo so che magari la tua famiglia ha i soldi depositati in quell’Istituto da sempre, oppure che il direttore è un tuo “amico”, questo non è una garanzia di solidità.

Hai controllato gli interessi che il tuo conto ti offre? Secondo me sono praticamente pari a zero e questo, fa sì che i tuoi soldi sul conto perdano valore nel tempo a causa di:

  • inflazione (dicono sia l’1,8% annuo????);
  • bollo Monti 0,20% annuale;
  • spese di tenuta conto;
  • assicurazioni non volute;
  • commissioni di operazioni fatte allo sportello;
  • rischio di bail-in

Infatti, l’inflazione riduce il potere d’acquisto dei tuoi risparmi.
Pensa che con un’inflazione annua dell’1,5%, (un’ipotesi abbastanza conservativa e più bassa del target fissato dalla BCE del 2%), in soli 15 anni i tuoi risparmi sul conto corrente si riducono del 22,5%.
E le spese? Magari spendi 10 euro al mese per tenere aperto un conto.

La soluzione: l’unico modo per combattere e avere la meglio sugli effetti del “caro-vita” è di investire i tuoi risparmi diversificando sui mercati finanziari, tramite “asset class” monetari, obbligazionari, azionari, alternativi e flessibili.

4. C’è troppa incertezza sul mercato, preferisco disinvestire.

Lo so che per l’investitore è meglio rimanere nella propria comfort zone, piuttosto che rischiare.

Durante le fasi di rialzo prolungato dei mercati, è normale essere più ottimisti in merito al futuro.
Anzi, l’ottimismo tende a raggiungere il punto massimo nello stesso momento in cui il mercato raggiunge il livello di picco

Per contro, il pessimismo raggiunge il livello massimo prima che le condizioni inizino a migliorare.

Questo non significa che devi cercare di prevedere e anticipare i picchi e i minimi di mercato, ma che dovresti evitare di reagire in modo eccessivamente emotivo, tanto all’ottimismo quanto al pessimismo dei mercati.

E cosa succede in questi casi? Accade che l’investitore spesso faccia esattamente il contrario di quello che sarebbe ragionevolmente fare: disinvestire
E’ un comportamento umanamente comprensibile dettato però dalle emozioni, in questo caso, dalla paura di perdere tutto.

Le soluzioni sono tre:

  • non voglio dirti che devi cercare di prevedere e anticipare i picchi e i minimi di mercato, ma il mio consiglio è di evitare di reagire in modo eccessivamente emotivo tanto all’ottimismo quanto al pessimismo dei mercati;
  • quando si investe, occorre diversificare, comprare nei momenti di down e vendere nei momenti di rialzo. Se si è perso, rimanere investiti, così sarà più facile recuperare;
  • aprire un piano di accumulo sui mercati più volatili.

5. E se l’investimento mi rende poco?

Troppe sono ancora le persone convinte che quando si investe sia possibile conseguire un rendimento garantito, il “quanto mi rende questo investimento?”

Spesso mi è capitato di avere richieste di strumenti finanziari che portassero ad un rendimento “mordi e fuggi”, oppure clienti che desideravano onesti rendimenti o pochi rischi (vedi i BOT)

Clienti che hanno aperto un conto deposito con un vincolo di 6 o 12 mesi, non pensando che avrebbe portato a rendimenti pari a zero, visto il calo dei tassi di questi ultimi anni. Senza contare poi che un’eventuale uscita da questo vincolo prima della sua scadenza, comporterebbe delle penali. Alcune banche infatti prevedono l’applicazione di una penale che può arrivare fino all’1,5% dell’importo
svincolato. Se si considera che al momento il rendimento dei conti deposito più remunerativi si attesta intorno all’1,4%, il conto è presto fatto. Hai guadagnato o perso?

La mia soluzione: chi ha in programma di spendere i propri risparmi in tempi brevi, non dovrebbe investire.

Acquistare assets finanziari richiede tempo e pazienza, che se non rispettati trasformano l’investimento in scommessa

Non bisogna guardare l’investimento come se fosse un titolo obbligazionario con flusso cedolare, occorre andare oltre al rendimento calcolato di anno in anno.

Attraverso la diversificazione, si combinano tra loro diversi asset finanziari per formare un portafoglio dal quale ottenere il rendimento massimo possibile per un determinato livello di variabilità, compensando gli andamenti asincroni dei singoli titoli.

6. Perché io cliente devo pagare al consulente finanziario una commissione di servizio, quando il mercato va in ribasso e mi porta solo a perdite?

Spesso il valore del mio servizio è percepito dal cliente in base alle performance dell’investimento: se il mercato fila liscio è tutto ok, se invece cominciano ad esserci periodi negativi, allora inizia la crisi.

Innanzitutto occorre considerare il lavoro che il consulente deve attuare con il suo cliente, prima di dare il via ad un investimento: deve analizzare le esigenze del cliente, capire quelle che sono le sue priorità di vita, di salvaguardia dai rischi puri, di controllo delle dinamiche famigliari, di protezione del patrimonio non finanziario che la pianificazione finanziaria e patrimoniale comportano.
Lo so, sono tutte una serie di attività intangibili (e non retribuite), ma che serviranno poi al consulente per creare una strategia di pianificazione dell’investimento. Se prima non si acquisiscono questi dati, come si fa a proporre un piano?

Non credere che il lavoro sia finito qui, sotto la creazione del tuo portafoglio vi è un complesso processo di analisi dei mercati, di valutazione dei fondi di case terze, di calcolo dei rendimenti e dei rischi attesi. Se non vi fosse tale processo, infatti, il cliente dovrebbe essere in grado di scegliere da solo, a suo rischio e pericolo, come creare il suo portafoglio

Inoltre, il compito del consulente sarà quello per esempio di evitare l’errore di disinvestire quando il mercato è in ribasso.
Esempio: nel dicembre 2018 i mercati hanno raggiunto il -15 di rendimento, i portafogli hanno raggiunto il -7%, alcuni clienti mi hanno chiesto di disinvestire. Io ho posto loro questa domanda: quanto anni ci avresti messo a recuperare il -7% quando i
rendimenti sui conti correnti sono a 0?
Io li ho convinti a rimanere investiti ed hanno già recuperato il – 7%.
Per il futuro cosa succederà? Sicuramente il patrimonio crescerà.

7. E’ un buon momento per investire?

A mio parere è sempre un buon momento per investire.

Certo, devi aggiungerci una dose di pazienza e una di metodo e vedrai che i mercati ti sapranno
ricompensare. Ai miei clienti mostro sempre la piramide dei bisogni (Piramide dei bisogni di Maslow) che aiuta a focalizzare gli obiettivi reali da raggiungere.

Piramide dei bisogni

Prova a porti questa domanda prima di investire “chi sono le persone che devo proteggere e quali sono i progetti di vita che ho in mente e che vorrei realizzare?”.
Tutti hanno dei sogni da realizzare, alcuni non ne sono consapevoli.

La soluzione: gettare le basi per il futuro è importante. Per iniziare intanto, focalizzati sulla base della piramide, una soluzione potrebbe essere quella delle coperture assicurative e cioè proteggere i tuoi sogni da imprevisti, ma possibili.
Poi se vuoi possiamo continuare, seguendo gli step successivi.

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Giulio Zaccarelli

Sono Giulio Zaccarelli, consulente finanziario. 25 anni di esperienza. Ascoltando i tuoi bisogni, ti consiglio e proteggo il tuo patrimonio da pericoli specifici, utilizzando  strumenti che possano tutelare i tuoi risparmi e farli crescere nel tempo.
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