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Coppie di fatto: come tutelare il patrimonio

Coppie di fatto: come tutelare il patrimonio?

Di recente un mio cliente mi ha posto quesiti interessanti : facendo parte di una cosiddetta “coppia di fatto uomo- donna” come può gestire il patrimonio finanziario e immobiliare? Essendo produttore principale di reddito, in caso di  infortunio o malattia come potrà tutelare anche i famigliari? Cosa è previsto per la reversibilità pensionistica e in caso di successione?

Ti spiego meglio il caso del cliente che chiameremo Michele: 45 anni,  libero professionista, convivente da 5 anni con una casalinga. Michele ha un divorzio alle spalle ed un figlio di 10  anni che vive però con la mamma a cui riconosce un assegno  di 1.600 euro al mese.
Inoltre, Michele ha acquistato un immobile dal valore di 300.000 euro ed è l’unico intestatario di posizioni finanziarie per circa 200.000 euro.

Le domande poste dal mio cliente sono più che giuste, perché trovarsi nella condizione di coppia di fatto potrebbe presentare delle situazioni critiche soprattutto per la protezione del patrimonio, per la successione ed anche per la previdenza.

Da un’indagine del 2016 risulta infatti che solo il 16% delle coppie non sposate ha adottato adeguate strategie di tutela. Un po’ poco.

Ho voluto così affrontare  diversi aspetti della questione, essendo il tema piuttosto ampio.

La coppia di fatto è formata da una donna e un uomo (da due persone) che decidono di convivere senza essere sposate. E’ ormai diventata una realtà sociale, ma non gode di nessun diritto, nessun dovere, nessuna  tutela rispetto a quella fondata sul matrimonio.
Persino le coppie uomo- uomo donna- hanno il riconoscimento giuridico dell’unione.

La tutela patrimoniale

Riprendiamo l’esempio iniziale di Michele

L’obiettivo che  proporrei a Michele per la sua pianificazione è quello di proteggere il patrimonio immobiliare e finanziario , tutelando al contempo l’attuale compagna

Quali soluzioni adottare?

  • Testamento con vincolo di destinazione della casa di proprietà a favore della figlia e usufrutto del convivente. Questo strumento imprime ad alcuni beni un vincolo, chiamato appunto di destinazione; un soggetto può creare un patrimonio separato rispetto a quello “generale”di cui è titolare. Quindi, si viene a creare una massa patrimoniale distinta e separata rispetto alla restante parte del patrimonio con un effetto segregativo. Possiamo affermare che l’atto di destinazione sta alle coppie di fatto, come il fondo patrimoniale sta ai coniugi.
    In questa maniera, la proprietà dell’immobile rimane al convivente, ma all’apertura della successione passerà alla figlia senza che possa essere aggredita da soggetti terzi.
  • Polizza vita e Fondo pensione per destinazione del TFR  con beneficiaria la convivente.
    Sia per la polizza vita che per il fondo pensione a favore della compagna si compensano la mancanza di diritti ereditari e previdenziali. Sottolineo anche che la polizza vita e il fondo pensione sono insequestrabili e impignorabili e questo tutela l’aggressione da parte di terzi per responsabilità inerenti alla libera professione di Michele.
  • Polizza Temporanea Caso Morte (TCM) a favore della convivente che potrà mettere a disposizione della compagna stessa quanto necessario al pagamento delle imposte di successione. Questa polizza si può utilizzare anche nel caso in cui Michele passasse a miglior vita. In questa maniera si potrà coprire il reddito dell’unico produttore, moltiplicato per 10 anni.
    Ipotizzando che il reddito di Michele sia di 50.000 euro, suggerisco una TCM di 500.000.
    La TCM si può utilizzare anche nel caso in cui si abbia un mutuo alle spalle e si debba ancora finire di pagare.

Un altro strumento giuridico che si può utilizzare è il Trust. Con questo si possono tutelare reciprocamente i due conviventi, creando uno strumento paragonabile a quello della comunione legale, ma con la libertà di fissare autonomamente le relative regole di gestione dei beni conferiti in Trust. Inoltre, si garantisce la tutela dei conviventi in caso di decesso, di temporanea o definitiva disabilità di un membro della coppia e nell’ipotesi in cui il rapporto abbia termine.

Nell’ideazione e programmazione del Trust è necessaria la presenza di un professionista avvocato o notaio

La successione ereditaria

In questo ambito le coppie di fatto  non hanno tutela a livello successorio.

A meno che la coppia di fatto non abbia firmato un contratto di convivenza (redatto da un notaio) che serve a tutelare i diritti di coppia etero o omosessuale nei registri anagrafici, contratto  che ha lo scopo di definire i diritti della coppia in due ambiti principali :

  • personale (per esempio l’assistenza reciproca in caso di malattia o difficoltà)
  • patrimoniale (questioni economiche e di proprietà)

la coppia di fatto, non registrata, non ha molte tutele a livello successori.

Per la coppia convivente non è prevista la successione ereditaria e non è possibile ovviare al problema nemmeno inserendoli nel “contratto di convivenza” in quanto la Legge vieta i patti successori. Le soluzione che ho proposto precedentemente, Trust e testamento, sono già strumenti di tutela che ti consiglio di adottare. Ricorda che facendo testamento devi prestare attenzione a non superare la cosiddetta quota “legittima”o quota riservata dei familiari più stretti. Attenzione anche al peso fiscale dei trasferimenti immobiliari. Il convivente di fatto sul valore corrente dei beni che compongono l’eredità (per gli immobili si prende il valore catastale) deve versare l’imposta di successione all’8% senza alcuna franchigia.

Come soluzione per la protezione del patrimonio in caso di decesso, Michele  potrebbe utilizzare delle polizze assicurative denominata  Unit Linked che sono come dei contenitori di natura mista assicurativa e finanziaria, questo perché investono in fondi o in Società di Investimento a Capitale Variabile (SICAV) e sono quindi contratti correlati ad indici di uno o più mercati borsistici.  Queste polizze garantiscono ai beneficiari l’erogazione di un capitale al verificarsi del decesso dell’assicurato.  Infatti si possono lasciare le somme contenute nella polizza a un beneficiario al di fuori dall’asse ereditario e al di fuori di quelli indicati nel testamento. Queste somme diventano quindi pressoché invisibili ai fini ereditari e possono essere destinate a terzi. Inoltre, si ha possibilità di lasciare parte del proprio patrimonio al convivente senza l’aggravio di imposte di successione maggiorate.

La previdenza

Purtroppo, i legami previdenziali (reversibilità) non sono contemplati tra componenti delle coppie di fatto, stessa cosa per il TFR in caso di morte di uno dei due conviventi. La pensione di reversibilità è prevista per il figlio della coppia.

Tenendo conto che gli strumenti che ti sto per suggerire hanno orizzonti temporali mediamente di lungo periodo, le soluzione che consiglio di adottare sono quella di stipulare una forma di previdenza complementare a favore della compagna.

Qualora Michele fosse stato invece un dipendente si poteva utilizzare un fondo pensione con utilizzo del TFR con beneficiaria la compagna.

Si tratta di strumenti che aiutano a risparmiare (anche mese per mese) e ad accantonare un piccolo capitale secondo le rispettive possibilità. Ma soprattutto, a differenza di tutti gli altri prodotti di risparmio finanziario, consentono la designazione di un beneficiario che può non essere collegato al contraente da vincoli legali né tanto meno da legami di parentela, pertanto si prestano bene per quelle persone che sono appunto conviventi, ma non coniugi o eredi diretti.

La tutela sanitaria

Potrebbero sorgere problemi anche nell’ambito medico. Anche in questo caso esistono soluzioni per cure mediche, infatti si può aprire un fondo di assistenza sanitaria integrativa o una polizza infortuni: : la coppia, infatti, si può tutelare tramite l’iscrizione del partner come soggetto a carico dell’altro. In caso di bisogno quindi interviene il fondo di assistenza.

Un altro rischio che suggerisco di tutelare è l’invalidità da infortunio, che serve a dare copertura economica nel caso in cui uno dei partner non sia più in grado di essere autosufficiente Il capitale suggerito è di di 500.000 euro come la TCM.

Le soluzione possono essere svariate a seconda delle esigenze, ma ritengo che una coppia di fatto, non intenzionata a sposarsi,  debba comunque mettersi ai ripari. Non avere un paracadute economico può essere pericoloso, e solo  tutelandosi correttamente non si avranno sorprese in futuro.

Il miglior investimento per una coppia di fatto è sottoscrivere in questo ordine: TCM, polizza invalidità permanente, protezione sanitaria e con il rimanente si può pensare ad investire nel mondo finanziario tramite gli strumenti suggeriti precedentemente.

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Giulio Zaccarelli

Sono Giulio Zaccarelli, consulente finanziario. 25 anni di esperienza. Ascoltando i tuoi bisogni, ti consiglio e proteggo il tuo patrimonio da pericoli specifici, utilizzando  strumenti che possano tutelare i tuoi risparmi e farli crescere nel tempo.
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